CURIOSITA' dal mondo del CAFFE'
La scoperta del Tè, della Cioccolata e del Caffè nella
Vecchia Europa del '600 provocò più sconvolgimenti di quanto
non potremmo mai pensare.
L'indignazione dei commercianti di liquori, la paura di sovversioni e
lotte religiose non tralasciarono di immischiare il caffè, che
nonostante l'opera diffamatoria si diffuse a macchia d'olio nel continente
secondo le abitudini e la tradizione delle varie nazioni.
Uno degli aneddoti più simpatici riguardo questa "nera e
amara bevanda del diavolo", come amava definirla Francesco Redi,
è rappresentato da una buffa diatriba portata avanti a forza di
pubblicazioni e manifesti nell'Inghilterra del 1674, dove un gruppo di
donne inglesi firmò una petizione in cui sostenevano che il caffè
rendeva i loro uomini disinteressati nelle questioni d'amore.
La risposta degli uomini non tardò ad arrivare, mediante un manifesto
che definiva scandalosa l'iniziativa del gentil sesso ed in privato le
invitava a leggere la storia di Maometto, che ricevuto in dono
delle bustine di caffè dall'arcangelo Gabriele in una sola notte
rese felici quaranta donne.
Il caffè fu anche la bevanda degli intellettuali e dei rivoluzionari
e ben presto dittatori e governanti si resero conto che proprio nei caffè
sorgevano la satira e le barzellette più pungenti nei loro confronti.
Nel 1511 il sultano Khair-Bey ricevette il seguente commento da
uno dei suoi informatori: "Il fatto che il caffè tiene sveglie
le intelligenze degli avversari dei signori del Corno d'Oro, rappresenta
un notevole pericolo per il sultano".
Nelle capitali europee, come nel Bosforo, prese sempre più piede
l'abitudine di discutere nei caffè generando il fermento intellettuale
caratteristico di quegli anni.
Nel dicembre del 1675 Carlo II Stuart emise la sua "Proclamation
for the Suppression fo Coffee-houses", in base alla considerazione
che il caffè dava il massimo dell'eccitazione intellettuale e costava
meno della ciocolatta e del tè.
Le cinque giornate a Milano videro alzare oltre alle barricate anche il
consumo di caffè, sta per rinnovare le forze che per sostituirlo
al consumo dei sigari del monopolio austriaco.
Nella metà del '70 "Caffè" Pietro Verri
chiamò la sua rivista illuminista "Caffè", elogiando
l'acqua negra bollente come molla dell'evoluzione del costume e della
cultura.
Un altro aneddoto riguarda Clemente VIII, che dopo aver provato
il caffè decide di battezzarlo, in quanto tale bevanda non si poteva
di certo lasciare agli infedeli.
Significativo è infine il parere di Voltaire, che afferma:
"Bevo quaranta caffè al giorno, per essere ben sveglio e pensare,
pensare a come combattere i tiranni e gli imbecilli".
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